Archivio per ‘Attualità e Cultura’

23 aprile 2012

THE CORPORATE FOLLIES

Di Lili Armando

(Da soli, nudi, in una stanza vuota)

Aldilà di quanto mi stia a cuore la situazione in Italia e in Europa in genere, essendo purtroppo io quel tipo di persona che s’interessa al bene comune in genere, non stà certo a me risolvere il gravissimo problema che travolge il vostro subcontinente e coinvolge pure buona parte del mondo. Eppure riguarda tutti noi.

Leggendo un commento di un compagno in un’altro blog ho capito perchè la musica di Travaglio, ad esempio, mi è risultata sempre un po’ fuori tono. Diceva lui che grazie a quelli come Travaglio il popolo in genere ha centrato l’attenzione su questioni secondarie piuttosto che su quelle di fondo ed infatti sono convinta che è così. Perchè spaccia Il Fatto Quotidiano come “indipendente” che quindi doveva essere l’alternativa ai non indipendenti Repubblica, Corriere e via dicendo. Ma Travaglio continua a scatenare la sua proverbiale loquacità contro il nano e dintorni anche se costui è ormai fuori dal panorama politico italiano.

Inoltre Travaglio attacca di continuo e senza pietà tutti i partiti e tutti i politici d’Italia. Ma non l’ha mai fatto contro Monti, che è di gran lunga peggiore di quel pagliaccio furbacchione e mafioso di Berlusconi. Perchè quelli come Monti sono al servizio degli sfruttatori del mondo, i più micidiali che si conoscano, e non gliene frega proprio niente degli italiani. Almeno a Berlusconi gliene fregava di “qualche” italiano, i suoi complici, il suo entourage (e questo non è certo una difesa), ma per i vari Monti in giro per il mondo il benessere altrui è un concetto che non rientra nel loro schema di pensiero. I vari Monti non hanno neppure amici. Sono dei Terminator.

I popoli d’Europa, dunque, dovranno confrontarsi con la realtà che sta piombando loro addosso come le conseguenze di una contaminazione radiattiva silenzionsa che tutt’ad un tratto scoppia negli individui sotto forma di violento cancro terminale.

Dal dopoguerra in poi, l’Occidente Europeo ha tessuto alleanze che se da una parte hanno permesso la riconstruzione della devastazione e diversi anni di Welfare, dall’altra hanno avuto come conseguenza l’edificazione di un Sistema alquanto perverso che ha fatto milioni di

vittime sotto varie forme. I governi europei hanno integrato la NATO e la NATO è stata messa al servizio di un mucchio di Corporation che progressivamente hanno preso il controllo del Potere in quasi tutto il Mondo.

Noi latinoamericani ci contiamo tra le vittime, che comunque sono sparse un po’ dappertutto nel Pianeta. Il saccheggio che per secoli l’Europa ha portato avanti in America Latina è ben descritto da Mandel (30 Ernest Mandel, Tratado de economia marxista, México, 1969.)

citato da Eduardo Galeano ne “Le vene aperte dell’America Latina”. L’autore fa notare che quella massa gigante di capitali (scaturiti dai beni e metalli preziosi reperiti nella nostra America a forza di sterminazione dei popoli originari e dei criollos che avessero opposto qualsiasi forma di resistenza) aveva creato un’ambito favorevole agli investimenti in Europa, stimolato lo “spirito d’impresa” e direttamente finanziato lo sviluppo manufatturiero che diede impulso alla Rivoluzione

Industriale. Ma allo stesso tempo la formidabile concentrazione internazionale della ricchezza in beneficio d’Europa ostacolava nelle regioni saccheggiate il passo verso l’accumulazione del capitale

industriale. Cosí la doppia tragedia dei paesi in vie di sviluppo (e non soltanto in America Latina) consiste sia nel fatto che sono state vittime del processo di concentrazione sia nella disuguale e sleale concorrenza del loro sforzo di sviluppo industriale poichè spogliati e cercando di generare i propri prodotti in un mondo inondato con le manufatture prodotte da un’industria già matura, quella occidentale.

Quando Latinoamerica si metteva in condizioni di provvedere ad una propria realizzazione economica dovette poi confrontarsi non soltanto con l’Europa ma con la grande potenza emergente, gli USA, che applicaba la doctrina Monroe che stabiliva “L’America per gli Americani”. Intanto ce la vedevamo con questi signori Latinoamerica generosamente contribuì a

combattere la fame europea della posguerra e l’Argentina per prima inviaba navi che straripavano di cereali verso, ad esempio, la Spagna.

Gratis. (E adesso dobbiamo sopportare Rajoy che in difesa di una corporation urla che la statizzazione d’YPF è un “furto” alla Spagna!!!!! Che noi “rubiamo” il “loro” petrolio!!!). La potenza emergente intanto consegnava alle corporazioni la propriapolitica monetaria quando Wilson sottoscriveva il Federal Reserve Act, e così i governi USA d’allora in poi non furono in condizioni di far altro che mettersi alle ordini precisamente di queste corporation. A

conseguenza di questa forma di capitalismo corporativo i morti intorno al mondo si contano a milioni, compresi i nostri e le dittature e i saccheggi.

Le corporation concentrarono il loro potere e riuscirono pure ad appropriarsi del controllo dei media, costruirono anche impressionanti corporazioni mediatiche e imposero la loro logica irrazionale (paradossale, vero?). Così furono in grado di spargere il loro discorso, che ebbe il sopravvento:

-  I popoli sotto dittatura se lo meritavano poichè non in grado di costruire “vere democrazie” come quelle del “Primo Mondo”;

-  I governi tesi a fare gli interessi nazionali e dei loro popoli diventarono “populisti” e vennero ridicolizzati;

-  I politici corrotti dalle loro corporation vennero prima pagati per fare i loro interessi (com’è capitato negli ultimi venti-trent’anni anche in Europa) e poi derisi, denunciati e cacciati via intanto le corporation avevano ormai preso il controllo delle principali risorse e della prestazione dei servizi essenziali, traendovi guadagni giganteschi;

-  Concessero imprestiti delle volte innecessari a tassi usurai e poi sparsero il concetto che “i debiti sovrani vanno onorati” saccheggiando così i popoli in un drenaggio di risorse e di ricchezze che dalle classi medio-basse passava direttamente ai loro conti con l’aiuto delle istituzioni

internazionali da loro create per assisterle e difenderle (Wolrd Bank, OMC, IMF, la stessa ONU). Lo fecero un po’ dappertutto nel mondo ed ora tocca all’Europa;

-  Questi imprestiti sono stati con frequenza destinati al pagamento delle loro corporation per fare opere pubbliche enormi e delle volte innecessarie (vedi la TAV!) e anche per acquistare macchine, armi e rifornimenti prodotti dalle loro industrie belliche e poi coinvolti nelle loro avventure guerriere (da noi, i dittatori, da voi con la NATO e la “democratizzazione” di diversi paesi, poveri tutti, sciagurati);

-  Imposero il concetto che “seri” erano coloro che “onoravano i debiti” – per quanto illegittimi e illegali fossero – e “poco seri” (o nel nostro caso, “bananeros”) erano coloro che rifiutavano di stare alle loro regole;

-  Infiltrarono e riuscirono a corrompere praticamente tutti i governi, tutti i sistemi di comunicazione, tutti i gruppi autonomi e qualora non ci riuscivano, missero fuori gioco o direttamente ammazzarono coloro che opponevano resistenza;

-  Presero il controllo del traffico di armi, di stupefacenti, dell’approvigionamento di medicine (le grandi corporation farmaceutiche che mirano di certo più ai guadagni che alla cura dei malati il chè è un palese conflitto d’interessi al quale quasi nessuno presta attenzione);

eliminarono quasi del tutto qualsiasi cura palitiva, alternativa, originaria che ci fosse o potesse sorgere;

- Stabilirono i tribunali internazionali per riuscire a vincere qualsiasi controversia;

- Crearono i sistemi di patenti e registri in modo che tutto il mondo dovesse tributare alle loro corporation;

- Imposero il criterio che i popoli che erano alla fame dovevano quella loro fame alla loro “incapacità” di condotta, d’impresa, di lavoro, di risparmio… Insomma, le loro vittime erano colpevoli delle proprie sciagure. Il discorso si è ripetuto e si ripete in tutto

l’Occidente. Prima siamo stati tutti noi, i latinoamericani, adesso siete voi, i PIIGS e i paesi del’Est d’Europa… Tutti noi CE LO SIAMO MERITATO e CE LO MERITIAMO, secondo loro e convincono!;

- Distrussero (prima corrompendo, poi denunciando i politici) la Politica come strumento di

trasformazione e stabilirono un discorso unico (TINA, “There Is No Alternative”) allo stesso tempo che formavano e piazzavano i loro “tecnici” nel controllo dei governi dei diversi Stati; se occorreva, attraverso colpi di Stato, ma poi con il dominio dei media i “golpes” non furono più necessari e si servirono delle istituzioni democratiche per far varare le leggi che permettessero loro di avere il sopravvento e così fecero. Sono oggi al controllo della maggior parte dei paesi europei come furono per decenni al controllo (via dittature) dei governi dei paesi latinoamericani e di altre regioni d’Asia, Africa, Medioriente;

- Finanziarono gruppi antagonici in Stati e regioni fornendo armi ad entreambe le parti; gli usarono per rimuovere governi ostili ai loro interessi;

- Acquistarono grandi case editrici in modo di controllare che e come si pubblica, che e come si pubblicizza, che si deve leggere; presero il controllo della TV organizzando programmi in tutto il mondo capaci di tenere la gente occupata nelle vicende di qualche celebrità o qualche

gruppo di ragazzi dentro una casa, in un’isola, ecc. togliendo spazio per programmi destinati alla scienza e la cultura, alla riflessione ed il dibattito, ponendo l’individuo al centro e spostando l’interesse comune; tergiversarono e manipolarono informazione; stabilirono menzogne

come fossero realtà inquestionabili; contrattarono i loro “esperti” per farli dire nei diversi telegiornali ed altri programmi ciò che risultava funzionale ai loro interessi;

- Riuscirono praticamente dappertutto a ridurre le strutture politiche in “destra” e “sinistra” intendendo per “sinistra” quella “moderata” (un’altro paradosso) e strumentalizzarono le sinistre

radicali in loro favore mostrandole como sovversive dell’ordine costituito e quindi, da rifiutare; prepararono ed armarono i gruppi radicali violenti (“Quebracho” in Argentina, BlackBlok in Europa, ecc) per spaventare la gente comune, semplice, usandoli in ogni manifestazione popolare per “romperle” ed annientarle;

-  Organizzarono le forze di sicurezza per difendere i loro interessi, entrambi i punti (questo e quello anteriore) riuscendo a schierare poveri contro poveri in una lotta senza soluzione di continuità;

-  Denostarono i giovani publicizzandoli come “pigri”, “fannulloni”, “disinteressati”, “senza compromessi”, “vuoti”, “egoisti”, “buoni a nulla”; li banalizzarono e poi li accusarono di essere “banali”;

-  Riuscirono a finanziare le loro banche e i loro giochi di speculazione finanziaria direttamente dai governi degli Stati controllati (e quindi, dai loro cittaddini) ottenendo il trasferimento di ricchezza dalle famiglie, persone, piccole e medie aziende verso le loro corporation (infatti la distruzione dei sistemi di welfare e delle piccole e medie imprese è un loro classico attorno al mondo);

-  Stabilirono le regole bancarie, monetarie e finanziarie in modo di assicurarsi il controllo di Economia e Finanza (norme Basilea, ecc);

- Finanziarono le loro ONG in modo da produrre e controllare anche la “controinformazione” e la protesta (infatti radunano i contestatari nelle loro istituzioni e li tengono sotto vigilanza). Vg Greenpeace, Avaaz ed altre (cercare chi le finanzia);

-  Ogni volta che si trovarono nei guai a causa delle loro truffe finanziarie (vedi ora la molteplicazione ad infinitum di “prodotti finanziari” ai quali non sono in condizioni di far fronte) e la situazione si tornava insostenibile prendevano qualcuno dei loro “nemici” costruiti ad hoc (vedi Al Qaeda) ed intraprendevano una guerra (e pretendono di continuare con questo modus operandi) per risolvere le loro inadempienze, avanzare sui diritti acquisiti dei cittadini e delle società ed imporre misure straordinarie; le guerre vengono bene per portare i conti in zero;

- Tradirono sistematicamente i loro alleati.

Questo è a grandi tratti il mondo contemporaneo, e risparmio un sacco di cose in funzione di spazio e di non abusare della vostra pazienza. Ma è ciò con cui noi, i nostri figli e nipoti dobbiamo e dovremo confrontarci.

 

15 aprile 2012

E’ una questione culturale

a cura di Nipo Nesia

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La criminilità organizzata sguazza tra ingiustizie e illegalità nella sua arroganza, indisturbata nella collusione politica permessa da una popolazione compiacente e complice. Questa complicità si è ormai radicata nel tessuto sociale che è divenuta una normalità quasi in tutte le regioni d’italia, come ben leggiamo in tutti i quotidiani nazionali, consente così a farla inserire dapertutto e dovunque sempre di più profondamente con i suoi tentacoli appiccicosi; si nutre della linfa vitale della società civile, inserendogli liquami corrotti e veleni che lentamenti porta alla morte. Quello che mi fà più ribrezzo sono quelle persone cosidette “per bene” che secondo le occasioni esultano: la giustizia, o i comportamenti malavitosi condividendoli, oppure talvolta restando indifferenti come se non gli interessasse perchè non cosa loro, e rimangono alla finestra a guardare senza prendere parte. Di questi ne avrei preferito guardare il volto del vero nemico da combattere invece del nè carne nè pesce, già nell’apocalisse si scrisse “…. tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente!… Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente io ti vomiterò dalla mia bocca. …. sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo…” Neanche Dio ne aveva rispetto. Recentemente ho conoscito un’altra categoria, cosiddetta ” per bene” che per schivare da loro eventuali ripercussioni e responsabilità nel rilascio di atti o concessioni da richieste anomale ed illegali, nelle funzioni che rivestono: amministratori locali o funzionari amministrativi, etc…, invece di rispondere con fermezza: NO questo non si può fare non è possibile legalmente, ed eventualmente denunciare se ci sono i presupposti, o insistenze illegali, rimbalzano la responsabiltà della loro decisione ad altri “se vuole lui” facedo così intendere che tutto si può fare se l’altro vuole, aldilà della legge, ed ecco le ripercussioni criminosi: attentati, minacce etc… alle persone veramnte per bene se l’altro invece è una persona onesta rispettosa delle leggi a cui è stato preposto. Altre volte, invece si fanno promesse che non vengono e non possono mantenere, oppure quando si fanno due pesi e due misure, travisando la propria autorità nell’esecuzione delle proprie mansioni . Quello che purtroppo alcune volte leggiamo ed ascoltimo. La criminalità organizzata, grazie anche ad una politica gestionale locale e nazionale, si è mimetizzata nella legalità con facciate e parvenze cosidette ” normali” attravero prestanomi e società compiacenti, ormai non esistono più le mafie che devono apparire per far paura e dominare così il loro territorio, preferiscono restare all’ombra in quanto esse hanno interesse ad investire i loro tesori accumulati nei loro loschi affari in attività apparentemente “pulite”, ma avendo come caretteristica nel proprio indole sempre la malvagità, la sopraffazione, la violenza, e sopratutto il crimine e i loschi affari che continuano a fare; tiene sempre a guinzaglio tutti quelli che gli ruotono intorno e chiede il conto delle preferenze e dei favori a tutti i satelliti che gli sono stati e gli ruotano ancora intorno con delle proposte  che non possono rifiutare.

8 aprile 2012

BEN DETTO! BASTA CON L’IPOCRISIA

a cura di Nipo Nesia

Le verità, anche se  talvolta non gradite, vanno dette per prevenire atrocità. Sono  da ammirare e da imitare  quelle persone che trovano il coraggio di dire, scrivere , cantare ed urlare  le follie che in qualche parte del mondo si stanno commettendo. Io cerco solo di divulgare il pensiero di un autore che trova il coraggio di denunciare episodi che possono  degenerare in morte e tristezza nell’armare la mano del fantasma atomico.

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Quello che va detto (Gunter Grass)
Perché taccio e passo sotto silenzio troppo a lungo
una cosa che è evidente e si è messa in pratica in giochi di guerra
alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo al massimo delle note a piè di pagina.

Il diritto affermato ad un decisivo attacco preventivo
che potrebbe cancellare il popolo iraniano,
soggiogato da un fanfarone
e spinto alla gioia organizzata,
perché nella sfera di quanto gli è possibile realizzare
si sospetta la costruzione di una bomba atomica.

E allora perché proibisco a me stesso
di chiamare per nome l’altro paese,
in cui da anni — anche se si tratta di un segreto —
si dispone di crescenti capacità nucleari,
che rimangono fuori dal controllo perché mantenute
inaccessibili?
Un fatto tenuto genericamente nascosto:
a questo nascondere sottostà il mio silenzio.
Mi sento oppresso dal peso della menzogna
e costretto a sottostarvi, avendo ben presente la pena in cui si incorre
quando la si ignora:
il verdetto di “antisemitismo” è di uso normale.

Ora però, poiché da parte del mio paese,
un paese che di volta in volta ha l’esclusiva di certi crimini
che non hanno paragone, e di volta in volta è costretto a giustificarsi,
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile
-di nuovo per puri scopi commerciali, anche se
con lingua svelta si parla di «riparazione»-
in grado di dirigere testate devastanti laddove
non è provata l’esistenza di una sola bomba atomica,
una forza probatoria che funziona da spauracchio,
dico quello che deve essere detto.

Ma perché ho taciuto fino ad ora?
Perché pensavo che le mie origini,
stigmatizzate da una macchia indelebile,
impedissero di aspettarsi questo dato di fatto
come una verità dichiarata dallo Stato d’Israele;
Stato d’Israele al quale sono e voglio restare legato.

Perché dico solo adesso,
da vecchio e col mio ultimo inchiostro,
che le armi nucleari di Israele minacciano
una pace mondiale già fragile?
Perché deve essere detto
quello che domani potrebbe essere troppo tardi per dire;
anche perché noi — come tedeschi già con sufficienti colpe a carico —
potremmo diventare quelli che hanno fornito i mezzi necessari ad un crimine
prevedibile, e nessuna delle solite scuse
varrebbe a cancellare questo.

E lo ammetto: non taccio più
perché sono stanco
dell’ipocrisia dell’Occidente; perché è auspicabile
che molti vogliano uscire dal silenzio,
che esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo che si va prospettando
ed insistano anche perché
un controllo libero e senza limiti di tempo
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
esercitato da un’organizzazione internazionale
sia consentito dai governi di entrambi i paesi.

Solo in questo modo per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora per tutti gli uomini che vivono
da nemici confinanti in quella regione
occupata dalla follia
ci sarà una via d’uscita,
e alla fine anche per noi.

7 aprile 2012

Campovolo 2.011: il concerto-evento dell’anno

a cura di Oreste Sabatino

A chiusura di un anno straordinario tra stadi (16 date sold out), palasport (12 date sold out) e teatri (28 date sold out) e a 6 anni dal grande successo, Luciano Ligabue torna nella sua Campovolo per festeggiare con collaboratori e fans i suoi 20 anni di carriera che l’hanno fatto diventare uno dei cantanti più amati in Italia.

Oltre 120.000 persone hanno invaso l’immensa pianura dell’ex aeroporto di Reggio Emilia giunte da tutta Italia. Con 33 canzoni, due delle quali erano inedite, ha deliziato con oltre 3 ore di musica il suo pubblico, accompagnato dalle melodie suonate dai tre gruppi che lo hanno accompagnato nella corso della sua straordinaria carriera (complessivamente 16 musicisti).

In una calda giornata di luglio migliaia di ragazzi hanno riempito il grande spazio allestito nei minimi dettagli per l’evento. Un concerto autocelebrativo che ha visto partire la serata con “Questa è la mia vita” proseguendo con i successi scritti dal 1990 al 2010, sino ad un “dopo Campovolo” concesso ai fans che sono rimasti per il giorno successivo nell’ormai altare del Liga. (Intervistato il pomeriggio del 16 luglio in una conferenza stampa strapiena il Liga ha risposto alle migliaia di domande dei giornalisti.)

Un evento nazionale largamente sponsorizzato su Fb, dove la pagina ufficiale di Ligabue conta più di due milioni di fans e il suo LigaChannel,evento che uscirà il 17 luglio su gran parte delle testate nazionali e riportato da tutte le tv e radio nazionali. Ma tutto questo non è bastato al “mediano di Correggio”. Dopo il Cd “Campo volo 2.011” uscito il 22 novembre, il 7 dicembre in oltre 350 sale italiane è stato proiettato Campo volo 2.0 3D, con una parte dedicata al concerto live e una parte, il docufilm, in cui Ligabue racconta la sua storia ormai ventennale. Per la prima volta in Italia un film-concerto viene realizzato in 3D.

28 marzo 2012

“Viaggio nella memoria- Incontro con l’autore” al Gangale

a cura di Nipo Nesia

L’incontro con Fabio A. Siena, autore del libro “Totalitarismi”, conclude il progetto “Viaggio nella memoria” del Gangale

Il Progetto a cura del Prof. Rizzo Carlo e della Referente Prof.ssa Rita Mingrone e inserito nel POF dell’Istituto con le finalità: “ Educazione alla convivenza civile. Per non dimenticare il passato e per non ripeterne le atrocità”, ha coinvolto tutte le classi quinte e quarte dell’Istituto d’ Istruzione Superiore “G: Gangale” di Cirò Marina.
Esso si è diviso in due moduli:
Nel primo gli studenti hanno illustrato i lavori realizzati nel corso di questi mesi con i rispettivi professori di Storia e Italiano (relazioni, filmati, lettura di documenti, ecc…).
Mentre il secondo modulo si è svolto il 23 marzo con un incontro con l’autore del saggio “Totalitarismi, Il Pensiero Unico che Svuota la Democrazia”, Fabio Antonio Siena.
L’incontro è stato introdotto dalla Dirigente Scolastica Pro.ssa Serafina Rita Anania che nel presentare l’autore ha voluto sottolineare l’importanza della tematica storica affrontata, come “una lezione universale, un monito che spesso in tanti dimentichiamo”.
“Fare i conti con le ombre del cammino umano – continua la Dirigente – richiede onestà intellettuale e passione. Sono doti così avulse al nostro vivere odierno, dominato dalla velocità del pensiero e dalla pigrizia generale delle menti occidentali. Fabio Siena sfugge a queste sabbie mobili. La sua attenzione di giovane studente del sud fa a brandelli questo schema culturale.”
A seguire, con la sua relazione Siena ha spaziato dall’inquadramento storico dello Stato Totalitario, nell’ambito della più generale evoluzione delle Forme di Stato e di Governo, con particolare riferimento alla “dinamica e flessibile” organizzazione costituzionale e all’assetto del sistema politico italiano che precedettero e in qualche modo permisero in Italia la marcia su Roma e l’avvento di Mussolini, fino all’analisi puntuale dei cambiamenti che investirono la nascente Repubblica Italiana con la Costituzione del ’48, portando alla memoria, inoltre, un celebre discorso di Piero Calamandrei sul valore storico che ognuno dei principi in essa contenuti assume; dalle conseguenze dell’Imperialismo nel Corno d’Africa e in Jugoslavia all’emanazione delle leggi razziali nell’Impero Tedesco e in Italia; dall’ascesa del Nazionalsocialismo nella prostrata Repubblica di Weimar alla sua rapida discesa, con l’intervento delle forze alleate d’oltre oceano, e al processo di Norimberga.
Dopo la relazione alcuni ragazzi hanno voluto porre all’autore numerose domande, inerenti il libro e vari argomenti che ruotano intorno alla centrale tematica dei regimi totalitari. L’autore ha soddisfatto le curiosità dell’intera scolaresca e al temine del dibattito la Dirigente Anania ha voluto ringraziarlo con il rilascio di un attestato di Merito.

24 marzo 2012

Arte, non artigianato

a cura di Fabio Antonio Siena

Dipingere e fare arte non è più rubare immagini alla natura e scopiazzarle. L’arte dal novecento ad oggi ha assunto forme talvolta mistiche ed incomprensibili, troppo spesso disprezzate con superficialità e con altrettanta superficialità derise, talvolta irrazionali e irragionevoli, talvolta realmente prive di ogni e qualsivoglia significato e messaggio esplicito, almeno nel più convenzionale modo di intendere la comunicazione.

Nel tempo in cui il progresso travolgente ha portato forme di espressione artistica differenti, si pensi al cinema ed alla fotografia, più conformi a quello che per secoli in passato fu il ruolo prevalente della pittura e della scultura, il pittore non può che cercare un più concettuale approccio con la tela e coi colori. In taluni casi ciò si traduce in pure rappresentazioni dell’interiorità e dell’emotività, scollegate da tecnicismo e formalismo, caratterizzate piuttosto da un sincero e mai volgare tentativo di dar forma più che al conosciuto all’ignoto, più che alla bravura dell’artigiano alla potente immaginazione dell’artista. Ed è l’immaginazione che trasforma una sobria tela bianca in un intreccio di forme, sfumature e colori belli solo in quanto organicamente e strutturalmente componenti un messaggio unico, riferito non già all’emisfero sinistro del cervello umano, ma solo ed esclusivamente (ed in questa esclusività sta la spaccatura)  a quello mai analitico e lineare destro, che ne coglie il senso pur non sapendolo riferire, essendo l’arte di per sé stessa irriferibile e segnatamente intraducibile quando nulla di conosciuto in natura vi si può scorgere.

Il giudizio di chi disprezza l’arte moderna è il giudizio di chi disprezza l’arte in generale, confondendola col tecnicismo, quand’essa è essenzialmente scelta emotiva di cui la tecnica può essere accessorio e non necessariamente deve.

13 febbraio 2012

I have nothing

a cura di Claudia Petrazzuolo

… Quasi cavallo che per abitudine e destino ritornasse alla stalla, fermò motore e pensieri davanti al cancello di casa. Cominciava a piovere, rialzò il bavero della giacca incurante delle gocce che scendevano lungo il collo e si avviò verso quell’icona di luce e di vita protesa ad illuminare l’angolo fittizio di un giardino forse inesistente …

Bianco, sul panno verde , il foglio spicca e attende

il lapis dalla punta acuminata  promessa di un’idea lontana

lenta, nel suo cammino verso la mano.

Gli occhi, chiusi al pulsare delle tempie, guardano

una finestra di mondo in chiaroscuro

libera dell’intorno imprigionante e colorato …

A strapiombo sulla strada ferrata la lunga e stretta terrazza si protendeva ardita nel golfo di Napoli ad ammirare, ad ogni alba più incantata, il chiudere all’orizzonte un ideale cerchio con la popolana Ischia e l’altera Capri.

Al di la della ferrovia, un altro breve scosceso pendio lasciava, a chi dal mare guardasse, la vista di una baraccopoli che, non avendo altri spazi, avesse preso domicilio scalzando gabbiani, patelle e cozze, sulla lunga e larga scogliera a correre sul litorale. Disperante sfogo dell’invernale ira marina, quella scogliera d’estate si vestiva di mille colori e suoni e vite diverse. I tetti in lamiera delle cabine diventati solarium per corpi affamati di sole, brulicavano di bambini e giovani donne in cerca di un colore mentre sulla battigia la densità spingeva gli uni contro gli altri ad accaparrarsi un metro di sabbia vulcanica; poi, venti metri di mare poco profondo ed una altra sequela di scogli frangiflutti a rubare altro spazio per ombrelloni e precarie sdraio o abbarbicate, in illogici equilibri, asciugamani.

“ Il lido dorato “ a Portici: una Miami beach degli anni sessanta partenopei che entrava di diritto nella formazione di quei ragazzi di allora.

” Ogge stó’ tanto allero ca, quase quase, mme mettesse a chiagnere pe’ ‘sta felicitá… Ma è overo o nun è overo ca só’ turnato a Napule Ma è overo ca stó’ ccá? ‘O treno steva ancora ‘int”a stazione quanno aggio ‘ntiso ‘e primme manduline… Chist’è ‘o paese d”o sole, chist’è ‘o paese d”o mare, chist’è ‘o paese addó’ tutt”e pparole, só’ doce o só’ amare, só’ sempe parole d’ammore! … ( L. Bovio – V. D’Annibale).

Tanti anni fa, quando ci aggiravamo per il Rettifilo diretti verso via mezzo cannone e ci godevamo l’aria fresca del mattino e quel profumo di mare che frangendosi sugli scogli di Mergellina e di Castel dell’Ovo arrivava fino a noi, inebriandoci, sì, proprio inebriando quel nostro naso ancora magari intriso dei profumi del caffè appena preso, o delle pizze che, fritte, già sfrigolavano nelle caldaie piene d’olio delle friggitorie di piazza Garibaldi o di Corso Lucci …;

tanti anni fa , quando eravamo ancora ragazzi, e ci piaceva correre lungo le strade di Gianturco inseguendo un pallone che inevitabilmente finiva tra le rotaie del ventinove che andava a Croce del Lagno, o tra le ruote del 145 che saliva a Salvator Rosa dove si cambiava per andare alla Floridiana su al Vomero dove le mamme portavano i bambini perché solleticati dall’aria pura guarissero dalla loro inappetenza …;

tanti anni fa quando da più grandi facevamo tardi, la notte a piazza stazione, dopo una cena abbondante da “Gennarino” al fianco della statua di Garibaldi, o alla “ Zi’ Teresa” o semplicemente perché ci eravamo abbuffati di “ Per’ e Muss’ “ o di zeppole e panzarotti  e sentivamo il bisogno di un aiuto alla digestione; quando ci fermavamo alla “ Banca dell’Acqua” a bere uno di quei beveroni che immediatamente, fatti com’erano di acqua ferrata, bicarbonato,  zucchero e limone” ci rendevano protagonisti di un rutto magistrale alla fantozzi …;

tanti anni fa quando  mamme  incinte, accompagnate dal loro consorte, si fermavano sul lungo mare e si rimpizzavano di ostriche taratufoli cozze e vongole crude fino a sentirsi scoppiare, comunque perse nei profumi dei limoni e nello sciabordio del mare appena ad un passo sotto di loro …;

tanti anni fa  quando le luci ed i rumori e le grida festanti e la gioia e la felicità della festa di piedi grotta illuminava tutto il lungomare e si rispecchiava fino a Capri e ad Ischia in attesa del sorgere del sole;

tanti anni fa quando era possibile passeggiare per Forcella senza timore che qualcuno sparasse a qualcuno altro o ti levasse l’orologio o ti rapinasse del motorino ed anzi quando passeggiare era una gioia di risa, saluti, richiami di venditori alle “femmine” affacciate alle finestre; quando “ a fava frescaaa” “’o spighett’ “, “’e friariell … ‘e friariell’ “…; tanti anni fa quando il Comandante Lauro comprava i voti dei napoletani pagando con una scarpa prima ed un’altra dopo il voto;

tanti anni fa quando al circolo della stampa a Posillipo si davano le feste e noi restavamo, dalla strada o dalle barche, a guardare “ quei signori” ballare e divertirsi”…;

tanti anni fa quando ci si tuffava dalle falde di castel dell’ovo, quando a piazza Municipio si faceva lo struscio attorno al Maschio Angioino con una sfogliatella o un babà nelle mani; tanti anni fa quando Eduardo e Titina davano Filumena Marturano al San Carlo;

tanti anni fa quando “ uno zappatore non se la scordava la mamma”.

Tanti anni fa…Quando gli imbroglioni non erano diventati politici, quando la gente contava ancora qualcosa, quando la camorra aveva ancora un che di umano, quando Napoli aveva il sole il mare e la gioia di vivere.

Tanti anni fa, quando si poteva ancora credere  negli altri …

11 febbraio 2012

L’Istituto Gangale in Agonia

IL COMITATO STUDENTESCO

Dell’Istituto di Istruzione Superiore

Gangale  di Ciro’ Marina

Ancora una volta è stato sacrificato non solo il “Gangale” ma anche tutto il territorio di Cirò Marina. Come sono strane le cose della vita! E pensare che proprio i nostri rappresentanti, ai quali noi abbiamo sempre guardato con fiducia per la tutela e il benessere del territorio, ci hanno tradito!

Il benessere del territorio si ha nel momento in cui vengono tutelati i diritti dei più deboli nel caso specifico: noi studenti! L’accorpamento del Gangale al Nautico che costituiva la salvezza sia dell’uno che dell’altro Istituto , in   commissione era stato previsto e votato, in consiglio provinciale invece è stato bocciato principalmente e soltanto da i voti dei rappresentanti del cirotano.

I perdenti siamo noi non avremo più un Fondo d’Istituto adeguato ai bisogni  scolastici, le nostre esigenze saranno sempre più diminuite, non potremo rapportarci istantaneamente né con il dirigente né con il direttore amministrativo, per non parlare dei posti di lavoro. In un Italia che si trova in recessione diventa sarcastico, l’agire ai danni dei lavoratori. La politica dovrebbe essere l’arte del sociale, del creare benessere e non certamente quello del populismo e del qualunquismo, ci viene da chiedere perché la libertà del decidere in rappresentanza dei cittadini, in quanto eletti democraticamente, poi possa portare a non rappresentare gli interessi generali del territorio.

Non sono certamente le vittorie di Pirro che permetteranno la crescita ai nostri

rappresentanti politici, com’è possibile non prendere in considerazione i suggerimenti dati dalla Regione Calabria, com’è possibile riproporre l’identico piano che già era  ritornato indietro. La crescita non avviene per ordine di scuderia o per seguire quanto viene deciso da un capogruppo, questa avviene principalmente quando gli interessi sociali del territorio vengono tutelati. Nella nostra vita scolastica gli insegnamenti che abbiamo avuto sono stati sempre indirizzati verso la creazione di una coscienza sociale. Non possiamo accettare il concetto di fazione politica a discapito dell’interesse generale. La nostra popolazione scolastica ha in se le rappresentanze di tutte le ideologie politiche, abbiamo studiato , senza nessuna eccezione, tutte le ideologie ma non abbiamo mai riscontrato che l’interesse di una parte possa distruggere la medesima parte, questa è l’autodistruzione dell’IO come uomo politico e del partito che crede in quest’uomo politico. Bisogna sottolineare che anche l’assenza o la semplice astensione non sono certamente “Peccati” meno lievi. Colui che non si prende la responsabilità degli eventi che vengono prodotti con la proprio condotta non possono essere annoverati non solo tra gli elenchi dei Leader politici ma anche in quelle dei semplici politici. Non siamo certamente noi che possiamo usare termini dispregiativi per i politici ma vorremmo tanto

POLITICI del Territorio e per il territorio Se non è importante la scuola , cos’è importante? La cultura è impegno e studio continuo, è il poter sfruttare tutta la legislazione che ci permette di ottenere incentivi ed avere a disposizione per più ore possibili i docenti.

Il dover mandare alla rovina un istituto come il nostro sembra rimandare al triste evento  della “Concordia” e tutto ciò non è certamente giusto!

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